Tomei applausiMancano tre partite alla fine del campionato e può succedere ancora di tutto. L’Ascoli è al primo posto in classifica in coabitazione con l’Arezzo, – a 4 punti dal Ravenna che poi dovrà osservare il turno di riposo all’ultima giornata – e si appresta ad affrontare sabato al Tullio Morgagni il Forlì in piena lotta salvezza. Uno degli artefici dell’ottima stagione dei bianconeri è sicuramente l’allenatore Francesco Tomei. Già dal giorno della presentazione, il tecnico di Pescara, che festeggerà 54 anni venerdì prossimo, ha sempre tenuto un profilo basso. Nella sua prima conferenza stampa parlò di lavoro ed abnegazione e dai primi giorni del ritiro di Cascia mostrò il suo credo tecnico tattico con tanto lavoro in campo. I frutti si sono visti e si stanno vedendo. Tomei ha creato un gruppo coeso, compatto. Tutti i giocatori chiamati a servire la causa bianconera hanno messo l’anima anche nei pochi minuti a disposizione 3nel casi come quelli di Corazza con la Samb e con l’Arezzo o Milanese e Chakir nell’ultima rocambolesca vittoria contro la Vis Pesaro, lo confermano. Il tecnico abruzzese sta con i piedi per terra e programma, lavora, partita dopo partita, senza fare programmi o tabelle. Per l’Ascoli calcistica è stata una sorpresa avere un allenatore sulla panchina per tutto il campionato dopo anni in cui la panchina bianconera sembrava una porta girevole d’albergo. Tomei è stato bravo anche a modificare ogni tanto il modulo tattico non snaturando il gioco che fa del possesso palla la sua arma tattica per eccellenza.
Ha creato un gran gruppo squadra granitico con l’attacco e la difesa migliore del girone. Una difesa che ad oggi è la migliore della serie C. Quindi Tomei merita il giusto riconoscimento per il lavoro profuso in questi mesi ricostruendo una squadra allo sbando e dando uno stimolo ad un ambiente che si era raffreddato dopo la retrocessione.
Va dato merito al presidente Passeri e al diesse Patti che hanno scelto il “pilota” ideale per la corazzata bianconera. Tomei è stato tranquillo e lucido anche nel periodo di appannamento di Curado e compagni, in cui qualche allenatore o diesse da tastiera o da bar gradiva una sostituzione del mister. Ora mancano tre giornate alla fine del campionato, tutto è possibile, ma sicuramente l’Ascoli ha un allenatore con la A maiuscola.

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