Parapetto sul Lungo Tronto distrutto da un'auto (Foto del Coordinamento Antidegrado di Ascoli)

Lungo Tronto ai raggi X. Il rischio di instabilità e frane – seppur senza allarmismi – non lascia spazio all’attesa. E impone ora, nel nome della sicurezza di quel versante che sovrasta il fiume, tra la chiesa di Santa Maria intervineas, largo del Cremore e tutta l’ulteriore zona sottostrada, l’avvio delle indagini geologiche di una ditta specializzata – su incarico dell’Ufficio speciae ricostruzione Marche – per capire quale sia lo scenario attuale, quali siano le criticità e quale sia il rischio effettivo di cedimenti, frane, dissesti o crolli. Il tutto tenendo conto, prioritariamente, che in quella zona orbitano anche diversi insediamenti abitativi.
L’obiettivo, dunque, è evidente: monitorare con attenzione la situazione, con attività di verifiche sul campo e studio che sono previste proprio in questi giorni sul tratto in questione del Lungo Tronto Bartolomei. Considerando, tra l’altro, che la stessa chiesa di Santa Maria intervineas si trova su quel versante che va tenuto sotto controllo.

LE INDAGINI GEOLOGICHE
Il dato di fatto, inconfutabile, da cui ora si parte per questa verifica a tappeto, è lo stato attuale (con potenziali rischi) di quella zona a picco sul Tronto che ha già in passato fatto registrare cedimenti. Fondamentale sarà capire nel dettaglio quanto e dove siano maggiormente instabili quelle scarpate che, comunque, convivono con una strada sottostante, abitazioni e altri edifici anche storico-artistici. Un lavoro meticoloso che si rende necessario per poi riuscire a definire come procedere per perseguire la stabilizzazione di quelle sponde e i successivi lavori previsti in piena sicurezza. Se si è dovuti arrivare a queste indagini geologiche approfondite, con rilevamenti conoscitivi anche attraverso l’utilizzo di droni è proprio perché non stati sufficienti i precedenti sopralluoghi effettuati sul posto a causa del fatto che sono emerse criticità di accesso alle zone di rilevamento, le difficoltà dovute alla fitta vegetazione presente ed altri imprevisti. Ora si procede, con la necessità anche di deviare nei vari tratti il transito pedonale e di istituire, dove necessario, il divieto di sosta. Si lavora per capire, intervenire e poi, se possibile, rassicurare.

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