panorama-ascoliNuovi avvisi di accertamento, da Palazzo Arengo, per andare a recuperare oltre 200mila euro per il mancato pagamento di tributi comunali legati agli immobili, ovvero Ici, Imu e Tasi, a partire dal 2005 e fino al 2019. Una vera e propria caccia a quelle somme mai versate, o versate solo parzialmente, da cittadini o società proprietari di immobili in città, a partire addirittura da ben 15 anni fa. Si tratta di una ulteriore ondata di avvisi di accertamento, che in caso di mancato adempimento da parte di proprietari debitori nei confronti dell’ente, si trasformeranno in decreti ingiuntivi per il recupero forzoso. Tra l’altro, in questa nuova tranche di solleciti figurano anche casi di aziende che, nel frattempo, sono state dichiarate fallite dal Tribunale e per le quali ora si invitano ad effettuare i pagamenti i curatori delle relative procedure.
L’Amministrazione comunale torna a muoversi, dunque, sul fronte del recupero dei tributi non pagati, per somme che altrimenti rischierebbero, in alcuni casi, anche di non essere più esigibili. E, come detto, nel calderone degli avvisi figurano anche alcune aziende fallite che non hanno pagato il dovuto, in precedenza, al Comune. Nello specifico, i solleciti dell’Arengo riguardano mancati pagamenti dell’Ici nel periodo dal 2005 al 2011, dell’Imu negli anni dal 2012 al 2019 e della Tasi per il periodo dal 2014 al 2019. Il tutto per una somma di oltre 200mila euro anche considerando sanzioni e interessi. Nel complesso, i casi riguardano dichiarazioni, riguardo immobili, incomplete o infedeli, con pagamenti del tutto omessi o avvenuti solo parzialmente e in ritardo, cui si è arrivati dopo accertamenti degli uffici comunali che si occupano dei tributi locali. Nel caso delle somme da recuperare da alcune aziende che nel frattempo sono entrate in procedura fallimentare, l’amministrazione comunale quantifica ora direttamente ai curatori le cifre esatte da versare.

L’ONDATA DI INGIUNZIONI
L’ondata di avvisi ed ingiunzioni aveva caratterizzato anche la fine del 2019 e parte del 2020. La riscossione coattiva era scattata, all’Arengo, per un lungo elenco di somme da riscuotere sulla base di decreti ingiuntivi resi esecutivi a partire dal 2016 che, per la sola Tares, riguardava ben 215 titoli per solleciti di pagamento (per un totale di 147.373,61 euro). Altri 163 decreti ingiuntivi, invece, riguardavano altricrediti relativi all’Ici non pagata, per un totale di 111.340 euro. In quell’occasione, tra Tares ed Ici, l’Amministrazione comunale aveva avviato il procedimento per portare nelle proprie casse complessivamente quasi 260 mila euro. Un’azione che poi è continuata, anche con altri decreti ingiuntivi, fino ad arrivare a questa ulteriore ondata attuale di solleciti per recuperare le somme non pagate dagli ascolani per le tasse comunali prima che finiscano in prescrizione. Un’azione importante anche per rimpinguare le casse dell’ente dopo un anno nel quale, a causa dell’emergenza Covid, sono venute a mancare ulteriori somme per tasse e servizi che diverse famiglie in difficoltà non sono riuscite a pagare.

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