di Luca Marcolini
L’Ascoli Calcio non è solo amore. E’ qualcosa che ti senti dentro, che non ti abbandona mai, sin da quando sei un bimbo e ti accorgi che c’è qualcosa di importante che cresce insieme a te. L’Ascoli Calcio è un forte collante per le famiglie ascolane, n motivo di orgoglio per la città. E’ una miscela magica e segreta che gli altri non potranno mai riuscire a clonare, è un impulso continuo che nasce dal senso di appartenenza alle forti emozioni che non riesci mai – specie nei 90° minuti coi riflettori puntati sul rettangolo verde – a controllare. E’ un valore aggiunto per tutto il territorio e per il grande
E’ quell’effetto strano che ti lascia sfuggire, inevitabile, una lacrima che ti solca il viso quando la palla supera la linea bianca e decide un futuro diverso, oppure un sorriso intriso di gioia quando un bambino sventola una bandiera più grande di lui pazzo di felicità.
Quando l’Ascoli vince, dietro c’è un’intera città che esulta all’unisono, dai bimbi ai nonni, dalle famiglie alle persone sole che ritrovano il senso dell’aggregazione, dalle istituzioni che vedono, ad esempio, un sindaco tifoso che resta senza voce senza nascondersi dietro il formalismo della fascia tricolore per esprimere tutta la sua soddisfazione e gioia al pari delle migliaia di persone che danno vita, nel vero senso del termine, a uno stadio Del Duca che respira calcio al posto dell’aria e profuma di storia e di gloria.
Ad Ascoli, chi dirige la società bianconera con anima ed emozione, senza accorgersene diventa ascolano – come ha dichiarato apertamente il presidente Passeri ringraziando la madre per le sue radici – così come tutta la struttura, lo staff, il mister e ogni calciatore vengono avvolti dal caldo abbraccio dell’ascolanità. Quella che poi resta dentro di te a vita, impedendo per sempre che ci si possa dimenticare di Ascoli e dell’Ascoli.
L’Ascoli Calcio è, forse, l’unica cosa al mondo – in questi tempi di conflitti internazionali, sociali e interiori – che riesce a unire un intero popolo figlio del bianco e del nero che, di fatto, va ben oltre gli stessi confini della città, va oltre le contrapposizioni e le posizioni, va oltre i contrasti e gli aspetti negativi della vita.
Quando si riconquista una serie B – che per gli ascolani rappresenta molto di più di una semplice categoria calcistica, tra promozione e ritorni economici per il territorio – non basta pensare che sia solo merito degli schemi, del calciomercato, del valore tecnico-tattico della squadra, della mentalità innovativa e avanguardistica del mister, della lungimiranza della società dal presidente ai suoi fidi collaboratori, della vicinanza partecipativa, col cuore, del sindaco e delle istituzioni, del ricompattarsi di tutti gli elementi che fanno la differenza come la tifoseria (che coincide con tutta la città) e i media che accompagnano il percorso. Dietro tutto questo ci sono anche amore, emozione, entusiasmo, passione, unione, sacrificio, pathos, duro lavoro, impegno, mentalità positiva e tutto ciò che la Storia calcistica bianconera, dal presidentissimo Rozzi a tutti gli altri protagonisti, ha saputo insegnare.
Dal 1898 ad oggi l’Ascoli Calcio resta, semplicemente, qualcosa di unico e inimitabile.
