urnaCandidature per la corsa alla presidenza della Provincia picena: ora il dado è davvero tratto.

Dopo l’immancabile percorso costellato da soffiate, strategie sottotraccia, dialoghi aperti e poi chiusi, trattative e ipotesi per poi finire al solito toto-candidature, ora con il verbale ufficiale di oggi, firmato  dai componenti dell’Ufficio elettorale provinciale appositamente costituto, si chiudono i giochi per aprire la strada al voto, previsto per il prossimo 15 marzo, finalizzato a individuare il prossimo presidente dell’Amministrazione provinciale di Ascoli.

Proprio il verbale appena scritto, approvato e firmato, conferma che sarà una corsa a due per la poltrona di Palazzo San Filippo: il presidente uscente Sergio Loggi e il neo-candidato Fabio Salvi, sindaco di Venarotta.

Alla fine, come prevedibile, si è dimostrato solo un esercizio di stile (ben sapendo di non poter trovare la quadra) il tentativo di arrivare a una candidatura unica, considerando alcuni posizionamenti inconciliabili, magari tra la visione di qualche esponente della vecchia guardia irremovibile sulla propria linea, in attrito con qualche rappresentante del presente fortemente convinto della necessità di un rinnovamento. Uno scenario in cui è forse doveroso tener conto proprio di qualche immancabile guerra intestina all’interno di uno stesso steccato ideologico.

Alla fine, quello che si può affermare con certezza è che, dal punto di vista formale e di facciata, quella per la poltrona presidenziale della Provincia ascolana sarà la sfida tra la scelta ufficiale del centrosinistra di dare continuità al presidente (e sindaco di Monteprandone) Sergio Loggi e quella del centrodestra di puntare su un cambio di rotta con un primo cittadino di matrice civica qual è il sindaco di Venarotta Fabio Salvi.  Oggi, aldilà delle anticipazioni, entrambe le candidature sono state ufficialmente ammesse, così come i nomi dei rispettivi “eserciti elettorali” costituiti da sindaci e consiglieri comunali di riferimento (con peso del voto ponderato in base ai parametri di legge) con San Benedetto grande assente causa commissariamento.

In ballo c’è soprattutto il futuro di una Provincia ascolana che deve provare a tutti i costi, in un quadro da “Mission impossible”, ad uscire, un piede dopo l’altro, dal baratro del dissesto finanziario.

Lu. Marc.

 

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