di Luca Marcolini

La tecnologia che rischia di ingabbiare i fremiti, la passione pura e le emozioni pulsanti figlie della passione per il Dio calcio, deve comunque impietosamente cedere il passo di fronte a certe scellerate scelte arbitrali, con la giacchetta nera di turno che, pur di fronte alle video-evidenze da Fvs alias Football video support (l’ultima ingegnosa trovata sperimentale da serie C per offrire potenziali garanzie a società tifosi e arbitri) fa come le scimmiette e non vede e non sente, ma parla a sproposito. L’ennesima dimostrazione dell’inutilità assoluta di certe trovate da azzeccagarbugli (con l’ausilio di una telecamera sperduta con riprese in lontananza) affiora in tutta la sua consistenza di fronte a decisioni arbitrali che oltre a dimostrare con frequenza impressionante lo scarso livello medio dei giudici di gara della terza serie nazionale pedatoria, rischia di dare sempre maggior ragione ai malpensanti che sostengono come alla fine l’arbitro se vuole fa e disfa a proprio piacimento, in barba alle regole, alle proteste, alle immagini.
E se prendiamo quali esempi i due recenti incontri dell’Ascoli calcio, in ordine temporale vediamo nitiidi e chiarissimi entrambi i lati della medaglia. Contro la Ternana, i bianconeri in versione casalinga si sono visti prima annullare un gol assolutamente regolare per un presunto fuorigioco (inesistente) e poi assegnare un rigore contro a tempo abbondantemente scaduto. In entrambi i casi, di fronte al Fvs, l’arbitro di turno ha dovuto arrendersi davanti all’inoppugnabile evidenza dimostrando in maniera altrettanto evidente tutti propri limiti.
Nel secondo caso, invece, con i bianconeri in trasferta ad Alessandria contro la Juve Next Gen, il fischietto chiamato a dirigere la gara, pur trovandosi più volte a confrontarsi con se stesso davanti al Fvs ha chiuso gli occhi e si é tappato le orecchie per ribadire senza vergogna le scelte a dir poco clamorose e veri e propri abbagli. Dal doppio fallo di mano in area degli juventini new generation all’incredibile e inconcepibile annullamento del gol di Gori all’ultimo respiro senza motivazioni valide o giustificazioni. Senza vergogna. Affossando in un sol colpo non solo il pareggio legittimo dell’Ascoli, ma anche la voglia dei tifosi di tutta Italia di poter credere in un Calcio giusto. Indipendentemente dalle bandiere.
