Memorial Troiani: Faini orchestra le emozioni. Elodie e Paradiso incantano il Ventidio Basso

Le voci, il pianoforte e un’empatia collettiva da far vibrare di emozioni un teatro segnato da mille storie di musica e spettacoli come il Ventidio Basso, a volte possono farti davvero toccare il cielo con un dito. Vibrazioni che sembrano passarti sotto la pelle quando il ricordo di Alessandro Troiani, ascolano prematuramente scomparso ormai 22 anni fa per una leucemia, si trasforma per merito dell’Ail e del suo ormai imperdibile “memorial” in un appagante momento di condivisione di attimi che catalogheresti tra quelli belli e fuggenti della vita. Quelli che lui sapeva creare e vivere con i suoi tanti amici. E proprio in un teatro che è diventato ormai da 20 anni la “casa” di questo appuntamento col ricordo ma soprattutto con la speranza, tutti si rivolgono a lui, Alessandro, onnipresente come fosse dietro le quinte, ognuno alla propria maniera.

I racconti – Artissunch e Galieni

Il primo momento è toccante quanto scioccante dal punto di vista emotivo. Il bravo Stefano Artissunch racconta in maniera coinvolgente e commovente le fasi più dure e dolorose che accompagnano la scoperta di essere malati di leucemia. E riesce a farti entrare dentro quella voglia di andare avanti, di lottare fino alla fine per sconfiggere quel nemico che subentra quando ti trovi a tu per tu col mostro. Applausi scroscianti che si intrecciano con l’intervento del primario di Ematologia, il dottor Piero Galieni, stimolato dal presentatore della serata, il professionale Filippo Ferretti. Un racconto che, stavolta, ripercorre le tappe della tragica storia di Alessandro Troiani e della sua volontà di non volere tristezza attorno a sé, chiedendo invece, una struttura di qualità per combattere le malattie spietate come quella che lo aveva colpito. E proprio Galieni, partito da Siena, è arrivato ad Ascoli riuscendo, grazie all’aiuto fondamentale dell’Ail ascolana e dei suoi volontari, a coronare quel sogno che oggi è la realta di Ematologia, reparto-gioiello in città. Ma non possono mancare, in scaletta, uno struggente video-ricordo di Alessandro e la testimonianza di due suoi grandi amici, Nico Stallone e Daniele Gibellieri.

La musica – Faini, Elodie e Paradiso

Se questo “memorial” ha saputo tramutarsi in un evento artistico di quelli veri (pur mantenendo quello spirito iniziale di reazione al dolore che evolve verso una forte sensibilizzazione), gran parte del merito va, senza alcun dubbio, a Dario “Dardust” Faini. Non solo per l’architettura della serata costruita su giusti equilibri tra parole e intrattenimento, ma soprattutto per la scelta di svestire il mondo patinato della musica e tirar fuori il vero volto degli artisti, lui incluso, in una dimensione teatrale che li avvicina fortemente allo spettatore. E’ lui, con le sue dita che disegnano perfette geometrie armoniche sulla tastiera di un pianoforte a coda, a guidare i due super ospiti della serata, la brava Elodie e l’istrionico Tommaso Paradiso dei “The giornalisti” in un percorso tutto basato sulla creatività che va oltre gli schemi dell’esibizione tradizionale. Prima è un Faini orgogliosissimo della sua Ascoli che si cala nel suo mondo, quello di Dardust e la sua vena di compositore strumentista, proponendo quattro brani che sulla scena rappresentano altrettanti pianeti, sempre a due passi dal paradiso. E il pubblico risponde quando il concittadino producer e autore di livello internazionale chiede di fare “coreografia” accendendo gli smartphone o schioccando le dita con l’obiettivo di realizzare proprio nel teatro ascolano i suoi nuovi video.

Poi tocca a lei. L’elegante, sinuosa e scalza Elodie dialoga con lui e con lui sceglie i brani discutendone “live”, a tu per tu col pubblico, prima di inerpicarsi con la voce lungo le traiettorie virtuose quanto sorprendenti delineate dall’amico Dario Faini, e dimostra tutta la sua vera anima d’artista, aldilà della patinata facciata degli arrangiamenti che il pop, di solito, impone. Piano e voce possono bastare, quando c’è talento cristallino, a valorizzare in maniera inedita i brani di successo della cantante, inclusa l’ultima “hit”, “Pensare male”.

Uno spaccato esilarante e coinvolgente, tutto a base di ironia, quello gestito dal bravo e camaleontico Gennaro Calabrese, in grado di calamitare a prima vista l’attenzione dei presenti con un vortiginoso  susseguirsi di imitazioni di personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport. Una presenza fondamentale per mantenere dritta la barra della comicità che ha sempre contrassegnato, in questi 20 anni, il Memorial Troiani.

Ma il teatro s’illumina ed esplode letteralmente quando Dario Faini annuncia il suo compagno di tante produzioni e avventure compositive, Tommaso Paradiso (e anche qui c’è un altro pezzo di paradiso che ritorna) che esordisce correndo d’impeto tra il pubblico rischiando di annegare in un mare di abbracci, selfie, baci, saluti, strette di mano. E lui risale commentando: “O si saluta bene…”.

Da qui parte una lunga cavalcata a cuore aperto che vede Paradiso e Faini, rispettivamente alla chitarra acustica e al pianoforte, che ripercorre i principali successi dei “The giornalisti”, da quelli iniziali con “Completamente” fino a “Riccione”, “New York” (fuori programma) e al nuovo nato “Maradona y Pelè”. E qui mentre Paradiso divaga piacevolmente sul dietro le quinte, ovvero qualche aneddoto che ha portato alla composizione e realizzazione dei brani che hanno scalato per mesi le classifiche, Dardust Faini con due mani e un pianoforte riesce egregiamente a colmare tutto il vuoto di arrangiamenti infarciti di sonorità e ritmiche digital-sperimental-pop con grande eleganza creativa. Un tappeto armonico su cui si appoggia facilmente la bella e “piaciona” pasta vocale del frontman dei “The giornalisti”. Alla fine, come prevedibile, tutti si alzano in piedi e si lasciano travolgere da una “felicità puttana” che sdogana persino i più formali e ingessati spettatori da teatro e culmina nell’euforia generale da coinvolgimento musicale. A chiusura, la raffinata leggerezza della danza con Lorenzo Capecci (reduce dall’esperienza di Ballando sotto le stelle) e i ballerini di Tina Dance.

Alessandro, da lassù, avrà sicuramente applaudito…

 

Written by

Direttore responsabile della Gazzetta di Ascoli Giornalista professionista e scrittore

No comments

LEAVE A COMMENT