Il ballottaggio e il partito dei 12.723 non votanti

Ultime ore prima del voto del ballottaggio, quello che deciderà il sindaco di Ascoli del prossimo quinquennio. Sarà Fioravanti o Celani? Questo l’interrogativo che troverà una risposta certa soltanto durante la lunga notte di domenica prossima 9 giugno, con lo spoglio delle schede che inizierà appena chiusi i seggi, alle ore 23. La tensione si taglia a fette, con candidati e schieramenti che nascondono con feste e tappi che volano per brindisi beneauguranti la loro grande incertezza sull’esito di questo voto che per la prima volta vede al ballottaggio due coalizioni con matrice di centrodestra, nell’ambito di una dolorosa spaccatura che, comunque vada, produrrà i propri effetti.  Tanto si è indugiato sulle analisi di chi andrà alle urne per appoggiare l’uno o l’altro candidato, tanto si è riflettuto sulle scelte che faranno tutti quegli elettori che al primo turno hanno sostenuto gli altri 5 candidati, ma c’è, sostanzialmente, un aspetto che sembra essere passato in secondo piano, quasi trascurato e che potrebbe rivelarsi decisivo, in un senso o nell’altro, per la definizione di questo ballottaggio: c’è un candidato sindaco fantasma, che pur non in lizza per la poltrona da primo cittadino, al primo turno ha vinto superando tutti gli avversari ed è quello del partito della rinuncia al voto che domenica 26 maggio ha potuto contare oltre 12.000 sostenitori (12.723 non votanti). Tanti sono stati, infatti, gli ascolani o residenti ad Ascoli che al primo turno hanno deciso – per motivi vari e tutti da analizzare – di disertate i seggi e rinunciare ad esprimere la propria preferenza. E’ qui, nell’ambito di questo silenzioso partito degli assenti, che potrebbero risultare determinanti eventuali voti recuperati in questo ballottaggio. Senza dimenticare, però, che l’avversario più temibile per i due contendenti potrebbe essere proprio l’incremento di questo consistente esercito dei non votanti qualora fosse infoltito da chi, nella prima fase, aveva appoggiato uno di loro. La vera partita, dunque, potrebbe giocarsi proprio sul partito degli assenti: aumenterà o diminuirà dal punto di vista numerico? E alla fine, chi ne trarrà beneficio?

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