Nell’anno del terremoto ad Ascoli 3.000 dichiarazioni dei redditi in meno rispetto al 2010

La fotografia degli ascolani dal punto di vista dei redditi, nello scenario dei dati ufficiali aggiornati dall’Istat all’anno del terremoto, evidenzia come nel 2017 siano state 34.987, su un totale di 49.203 abitanti. Ovvero, a presentare la dichiarazione dei redditi è stato il 71% della popolazione. Con un reddito medio (tra chi ha presentato la dichiarazione) pari a 20.423 euro. Ma volendo calcolare il dato medio del reddito su tutta la popolazione, in realtà ecco che si scende ad una media di 14.522 euro a cittadino.  In ogni caso, la cifra che più induce a riflettere è quello legato al numero delle persone che hanno presentato una dichiarazione dei redditi: si è passati, di fatto, dalle 37.007 persone del 2010 fino alle 34.987 del 2016 (ovvero nelle dichiarazioni presentate nel 2017). E ancora più preoccupante dovrebbe risultare, una volta elaborato, il dato relativo al numero di dichiarazioni presentate nel 2018 e relative al 2017, considerando il reale impatto degli effetti post-terremoto, con inagibilità, registrato successivamente. E’ vero che il numero di dichiarazioni è sceso anche sulla base del calo della popolazione, ma in ogni caso è scesa di per sé la percentuale di chi ha dichiarato redditi al Fisco in rapporto al numero di abitanti: si è passati dal 73 o 74% degli anni fino al 2011 per poi scendere al 71% del 2017. Cresce, invece, l’importo della somma complessivamente dichiarata da tutti i lavoratori ascolani: si è’ passati dai 571 milioni del 2001 ai 702 milioni del 2010 per arrivare ai 714,5 milioni del 2016. Tutto ciò andando ad analizzare più nel dettaglio i dati Istat, sta a significare che se è vero che si è alzato il reddito medio di ciascuna persona che presenta la dichiarazione dei redditi, è vero che si è abbassato il numero di chi non denuncia alcun reddito (o con redditi sotto la soglia prevista). Quindi, si tratta di tante persone in più che sono rimaste senza lavoro e senza reddito oppure, in qualche caso, che magari lavorano in nero. Ed in entrambi i casi il segnale non è di certo positivo.

 

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