Spunta l’ipotesi di uno scambio Sentina-impianti a San Marco tra Arengo e Provincia

Potrebbe profilarsi uno scambio Sentina-pianoro sul colle San Marco tra Arengo e Provincia. Anche se tutto è ancora a livello di intenzioni, qualcosa sembra muoversi in tal senso, considerando che questa sembrerebbe essere  una possibile trattativa cui starebbe pensando il sindaco Castelli per poter andare a programmare un rilancio turistico della zona di San Marco, cedendo in cambio a Palazzo San Filippo tutta l’area della Sentina di proprietà comunale. E sgravando, quindi, la Provincia delle spese di manutenzione previste per le strutture quali il complesso Franchi, l’ex tesoreria, il Sacrario e così via. Considerando, invece, che alla Sentina l’ente provinciale potrebbe contare comunque sui fondi per la Riserva naturale e, quindi, su un appoggio costante della Regione. Questa l’idea cui si starebbe lavorando per arrivare ad un’intesa che potrebbe soddisfare entrambe le parti. Considerando, tra l’altro, che l’Arengo potrebbe concentrarsi su eventuali investimenti mirati sul colle San Marco anziché contare sulla proprietà di un’area quale la Sentina che si trova in territorio comunale di San Benedetto e che, quindi, non può portare vantaggi e ritorni concreti su Ascoli oltre qualche piccolo introito dall’affitto dei terreni. Si tratterà di capire, ora, se si riuscirà a fare qualche passo avanti, in tal senso, entro la fine della legislatura.

 

A dimostrazione concreta della volontà dell’Arengo di liberarsi in qualche modo dell’area della Sentina, praticamente non redditizia né utile per il raggiungimento di obiettivi istituzionali, c’è il suo inserimento ufficiale nel Piano comunale delle alienazioni. Dunque, l’area della Sentina è ufficialmente in vendita. Si tratta di una questione tormentata che si trascina ormai da decenni, con l’Arengo proprietario di un bene che non ha mai potuto utilizzare – pure con lo smacco di doverci pagare l’Imu – e che è stato poi blindato con il riconoscimento di riserva naturalistica. E’ chiaro, quindi, che in ogni caso il Comune ascolano intende privarsi di quell’area dopo che nel passato si erano formulate diverse ipotesi di utilizzo: dalla trasformazione in campi da golf all’ippodromo, fino ad arrivare all’attuale riserva naturalistica e, più di recente, al progetto di Confindustria per creare un futuro da grande polo turistico naturalistico, unico nel suo genere nell’area dell’Adriatico centro-sud,  con strutture ricettive, percorsi per bici e moto o auto elettriche, bike sharing, itinerari e attività didattiche, bird watching, eventi scientifici e culturali oltre a sperimentazioni di agricoltura innovativa. Fatto sta che l’Arengo ora cerca un acquirente e sembrerebbe pronto a cedere il tutto alla Provincia con la permuta dell’area di proprietà provinciale sul colle San Marco.

 

L’ipotesi di cedere la Sentina in cambio del colle San Marco consentirebbe all’Arengo, così come starebbe valutando il sindaco Castelli, di sviluppare un progetto di rilancio turistico proprio in quella zona che in passato era stata di grande attrattività. E questo sarebbe anche in linea con quanto previsto dall’attuale Piano regolatore. Di contro, la Provincia si potrebbe scrollare di dosso il peso della costosa manutenzione delle strutture sul pianoro ereditate alcuni anni fa dalla Regione, come il complesso tennistico Franchi e l’ex foresteria. Tornando all’Arengo, nel frattempo a dimostrazione della volontà di valorizza San Marco, c’è anche l’affidamento ad una società specializzata della valorizzazione del versante nord del colle San Marco fino a San Giacomo, tra patrimonio boschivo e componente monumentale. Un patrimonio recuperato dopo un annoso contenzioso (dopo il giudizio in primo grado).

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