A Natale puoi… formulare gli auguri a una città bellissima che soffre di un complesso di inferiorità

di Luca Marcolini

 

 

A Natale puoi…

Un refrain che accompagnerà questi nostri giorni di festa per contribuire a riscaldarci il cuore dopo mesi di stress e tran tran quotidiano senza sentimenti, di malignità e cattiverie, di rapporti con gli altri spesso di facciata, di profitto o di interesse, di vuoto interiore. E fino all’ultimo, fino alla tavola imbandita della vigilia, fino alla consegna dei regali e allo scambio di auguri, spesso non riesci a staccare la spina della vita di tutti i giorni, non riesci a capire che il Natale è troppo spesso un’occasione persa per riflettere sul senso delle nostre vite e sulle reali emergenze della nostra comunità. Spesso non riesci a capire che, invece, a Natale puoi davvero regalarti un pensiero speciale per quelli che dovrebbero essere i valori da seguire, gettando nella pattumiera quella voglia di prevaricare i diritti degli altri dettata da ambizione, invidia, arrivismo. Ma, aldilà della predica che rischia di essere etichettata come qualunquista da chi preferisce non riflettere, a Natale puoi… anche regalare un piccolo, sincero, pensiero a tutte quelle situazioni della sfera locale che sono l’effetto indiretto della spietata indifferenza e del silenzio collettivo.

Ecco perché siamo qui a formulare i nostri auguri sinceri di buon Natale non solo a chi conosciamo da vicino o a chi lo dobbiamo per una questione di riverenza i rispetto. E vogliamo farlo in anticipo, rispetto al tradizionale giorno della vigilia, per non entrare nella mischia dei freddi cerimoniali e convenevoli.

Auguri a tutte quelle persone che hanno perso o stanno perdendo, purtroppo, il loro posto di lavoro e con esso credono di aver perso anche un po’ della propria dignità, quando a perdere davvero la dignità dovrebbero essere tutti coloro che si riempiono la bocca di parole come “strategie, progetti, interventi, finanziamenti, tavoli” e quant’altro semplicemente per cercare di pulirsi la coscienza. Senza pensare davvero a come possano stare quelli che hanno tutte le notti l’incubo ricorrente di non riuscire ad arrivare a fine mese.

Auguri a tutti quelli che passeranno questo Natale accanto alla malattia, a volte trascurati o trattati come un numero all’interno di una cartella clinica, o che magari rischiano di aspettare il Sacro avvento in fila per un esame che può valere una vita.

Auguri anche a quelli che continuano a fidarsi degli altri nonostante tutto. Nonostante le promesse spesso si trasformino in raggiri o illusioni, nonostante ci si ritrovi vittime predestinate di strategie che mettono carriere personali e valori materiali prima di tutto il resto.

Auguri ai bambini, gli unici che riescono a vivere questo momento nella felice semplicità della festa, senza pregiudizi, senza filtri, senza retropensieri e opportunismo. Accogliendo il regalo con un sorriso, qualunque esso sia.

Auguri ad Ascoli, che soffre, nella sua limpida bellezza, per un complesso di inferiorità – figlio dell’invidia e della rivalità reciproca – che non riesce ancora a togliersi di dosso.

Share Post
Written by

Direttore responsabile della Gazzetta di Ascoli Giornalista professionista e scrittore

No comments

LEAVE A COMMENT