Polo scientifico tecnologico all’ex Haemonetics con la creazione di una Fondazione

Si accelerano i tempi per concretizzare l’attivazione del Polo scientifico e tecnologico utilizzando la struttura dell’ex Haemonetics (e già ex Pall) in zona industriale. Un percorso che consentirebbe di velocizzare i tempi di 15 anni, ovvero quanto necessario per la conclusione della riconversione all’ex Carbon, e per il quale ci sarebbe anche una convenienza economica per l’Arengo, chiamato invece a cofinanziare l’eventuale sede del Polo qualora si ubicasse  all’interno del vecchio stabilimento Carbon da bonificare. E la volontà di accelerare è confermata sia da un sopralluogo già effettuato, proprio nello stabilimento ex Haemonetics (messo a disposizione dal proprietario, l’imprenditore Battista Faraotti), da parte del sindaco Castelli con tecnici comunali, sia da qualche confronto operativo (l’ultimo nella giornata di ieri) per concretizzare il tutto.

L’ipotesi che potrebbe prendere corpo è quella che riguarda la costituzione di una Fondazione a cui verrebbe conferito l’immobile nel quale poi attivare tutte le funzionalità previste per questo innovativo polo della ricerca e della formazione. Un tassello importante ancor più a fronte del secondo posto nazionale conquistato dalla provincia ascolana a livello nazionale anche per ciò che riguarda le start up, ovvero le nuove imprese innovative. Un settore dove un ruolo importante lo sta svolgendo anche Hub 21, società operativa a Villa Tofani, proprio di fronte allo stabilimento ex Carbon. In pratica, proprio la Fondazione avrebbe il compito di attivare tutte le iniziative che meriterebbero di essere inserite all’interno del Polo scientifico e tecnologico che, a questo punto, potrebbe partire in tempi brevissimi, come ad esempio gli spin off universitari presenti in città, i laboratori come quello per il restauro (precedentemente ipotizzato all’interno del polo di Sant’Agostino), ma anche attività di formazione qualificate come i corsi Its, ovvero i corsi professionalizzanti post diploma, oltre all’attività di ricerca per l’innovazione aziendale. Un polo di formazione e ricerca che, come detto, potrebbe prendere corpo subito.

 

La disponibilità della sede ex Haemonetics sin da subito, rappresenta, dunque, un tassello determinante per evitare che il Polo scientifico tecnologico possa poi perdere il proprio reale valore, in un momento come quello attuale, se atteso tra 15 anni, ovvero alla conclusione dell’intervento all’ex Carbon. Tanto più che proprio nell’intesa tra Arengo e Restart, le parti si sono riservate la facoltà di attivare la struttura fuori dall’area da riconvertire proprio per il timore di tempi troppo lunghi. Inoltre, c’è anche l’aspetto economico che spinge l’Amministrazione comunale ed il sindaco Castelli a caldeggiare questa soluzione. Infatti, nella versione iniziale, il Polo scientifico tecnologico doveva essere realizzato all’interno dell’area ex Carbon in alcune superfici destinate, poi, proprio al pubblico (ovvero al Comune), ma la realizzazione della struttura sarebbe coperta solo per un terzo da Restart, mentre il resto dovrebbe sborsarlo l’Arengo. E quindi, oltre al dover attendere 15 anni, si sarebbero dovuti anche investire dei soldi pubblici. Con l’individuazione della sede ex Haemonetics, invece, non ci sarebbe il previsto esborso. E tra l’altro, proprio dal sopralluogo effettuato dal Comune, è emerso che lo stabilimento in questione, di 7.000 metri quadrati, si trova in ottime condizioni e sarebbe già pronto per l’utilizzo per la progettualità che si sta costruendo.

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