Ospedale unico, Consiglio senza Ceriscioli e quasi tutto il Pd. La polemica è a distanza

L’ospedale unico aleggia anche stavolta, in occasione del consiglio comunale aperto, sulle teste di tutti i presenti nella sala della Ragione, come un qualcosa di ancora vago, quasi invisibile ma temuto da molti ascolani per l’ennesima ferita istituzionale (unico capoluogo di provincia senza ospedale) che potrebbe aprirsi dopo altre piaghe come la divisione della Provincia e l’indifferenza del post terremoto. Alla fine, però, in una sala consiliare con una partecipazione mista di politici (da Piero Celani a Pasqualino Piunti) e, oltre al neo direttore dell’Area vasta 5, Cesare Milani, cittadini venuti per ascoltare qualcosa che ormai è un ritornello instancabile contro l’ipotesi dell’ospedale unico a Pagliare, manca proprio l’interlocutore principale (come già annunciato): il presidente della giunta regionale Ceriscioli non c’è per altro impegno a Pesaro. E allora ecco che il dibattito si trasforma in un coro, unanime, di tutti i presenti, con il gruppo Pd assente, ma solo in parte. Perché in aula, al fianco della fuoriuscita Monica Acciarri, c’è anche Luciani Castiglia che si dice disponibile a valutare il polo ospedaliero unico, ma anteponendo l’azienda ospedaliera Marche sud. E alla fine, la polemica che avrebbe potuto sollevarsi in aula consiliare diventa un muro contro muro a distanza. Con l’aula che punta l’indice contro la Regione per la scelta di un sito, come ribadito da alcuni presenti, ancor prima di avere un’idea progettuale precisa e, soprattutto, il sostegno di un nuovo Piano sanitario ancora in elaborazione. Considerando che quello vecchio è scaduto nel 2014. E tutti concordano, dal centrodestra al Movimento 5 stelle, nella necessità di dover riconvocare un consiglio comunale alla presenza di Ceriscioli, per chiedere informazioni e spiegazioni sulle reali intenzioni della Regione, non essendoci ancora alcun atto ufficiale.

Polemica a distanza, dicevamo, perché proprio mentre si stava per concludere la seduta consiliare ecco il capogruppo Pd, Francesco Ameli, diffondere un comunicato stampa su cui si accusa, in particolare, il sindaco Castelli di aver voluto fare questo consiglio per questioni elettorali, a ridosso della scelta del nuovo presidente della Provincia. Ed ecco il testo del Pd: “Il consiglio comunale è stato volutamente fatto il 30 solo per soli fini di propaganda elettorale per le elezioni provinciali. Non aveva alcun senso fare questo consiglio comunale senza il presidente Ceriscioli e la regione, consiglio per il quale è stato chiesto il rinvio per impegni sopraggiunti, proponendo altre date (l’alternativa sarebbe stata il 12 novembre e non crediamo che in 12 giorni si sarebbe potuto fare l’ospedale). Ma Castelli come sempre fa, e come sempre ha fatto, pensa solo alla propaganda e mai a risolvere i problemi dei cittadini! Il punto è che questa volta il disonore della propaganda è arrivato fino alla pelle dei cittadini: parlare di salute in maniera strumentale così come ha fatto il sindaco, senza contraddittorio ed oltraggiando il rapporto istituzionale insieme al suo adepto presidente del consiglio, è quanto di più squallido possa esserci! Ribadiamo ancora una volta che la data del 30 ottobre è stata scelta esclusivamente a scopo di propaganda elettorale per le elezioni provinciali. Noi condanniamo tutto ciò: non ci siamo mai sottratti al confronto tant’è che in 2 anni il presidente Ceriscioli è già venuto 2 volte per consigli comunali aperti nei quali Castelli (basta ritrovare le registrazioni) ha sempre dato la sua adesione al progetto di nuovo ospedale di eccellenza, differenziandosi solamente sulle procedure da adottare… ma la voglia di propaganda è troppo forte!  Ci preme ricordare inoltre che oggi tutti i sindaci erano impegnati nel primo incontro con il nuovo commissario straordinario per la ricostruzione. Ma nonostante la città di Ascoli sia stata fortemente ferita dal sisma del 2016, Castelli non ha avuto rispetto nemmeno del dramma del terremoto pur di fare propaganda. Tutto ciò da parte nostra non è accettabile, e chiederemo alla Regione di proporre un’ulteriore  possibilità di carattere istituzionale per meglio confrontarci nella costruzione di una proposta così come delineata per migliorare l’offerta di salute ai cittadini del piceno”.

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