Castelli e Piunti puntano l’indice su Ceriscioli: “Si parla del Piano sanitario e lui non c’è”

La conferenza dei sindaci attende Ceriscioli per il confronto in vista del nuovo Piano sanitario, ma Ceriscioli non c’è. E a sottolinearlo in maniera decisa e polemica, dopo i dati relativi a uno studio del 2017 snocciolati dai tecnici regionali, alla presenza del presidente della commissione sanità regionale, sono i sindaci di Ascoli e San Benedetto, Castelli e Piunti. Il primo cittadino di Ascoli, dopo il saluto al neo direttore generale dell’Area vasta 5, Cesare Milani, non nasconde il suo stupore: “Mi sarei aspettato di vedere Ceriscioli, – spiega nella sala convegni di Piceno Consind – perché il Piano viene redatto dai funzionari, ma poi la politica deve indicare qualche scenario si prospetta. Eppure oggi lui non c’è e resta la difficoltà a comprendere quali sono gli indirizzi fondamentali. Ora noi ad Ascoli abbiamo fissato un consiglio comunale aperto il prossimo 19 ottobre proprio sul tema del Piano sanitario, ma ci aspettavamo, prima, di raccogliere almeno indicazioni della Regione per poi fare le opportune valutazioni. Da questo punto di vista mi limito a constatare che il 19, salvo non ci sia un’indicazione più prospettica, potremmo solo trasmettere le slides. Perché per esprimersi, si richiede anche la conoscenza dello scenario possibile…  Il luogo dove parlare della rete ospedaliera sarebbe questo… Considerando anche che mentre si costruisce il Piano, vengono fatte delle scelte importanti come la delibera della riattribuzione dei posti letto, o la proposta di legge delle sperimentazioni gestionali…  Se la politica dà gli input alla tecnostruttura per costruire il Piano e nel frattempo se ne svuotano i contenuti, tutto diventa inutile. Il bello è che Ceriscioli parla di ospedale unico ovunque, ma non qui…La mia posizione sugli ospedali è che basterebbe farne uno nuovo a San Benedetto e riqualificare il Mazzoni. Sennò, se proproio se ne vuole un altro, concedo l’area di  Campolungo a 50 centesimi… Però, per me, prima di parlare di ospedale unico occorre parlare di azienda”.

 

Anche Piunt chiama in causa Ceriscioli: “Il percorso della commissione sanità è contraddistinto da buone intenzioni, ma oggi mi sarei aspettato la presenza della politica: di chi deve prendere le decisioni e dare gli indirizzi è il vertice, Ceriscioli, ma nel momento in cui si presenta l’organizzazione del nuovo sistema,  non si presenta lui. Personalmente posso dire che dal 2002 al 2018 la sanità nel sud delle Marche, a dispetto della mobilità attiva, non ha avuto gli stessi servizi del nord della regione. Ma noi non cadiamo nel giochetto del derby campanilistico di questo sud delle Marche. Noi il derby lo vogliamo giocare con il nord del territorio regionale.  Ho  chiamato i miei colleghi sindaci per condividere un ragionamento che ha portato alla conclusione che l’ospedale di vallata può essere tranquillamente messo da parte per  pensare a tutte le vere problematiche. Voglio continuare con questo modus operandi e quindi inviterò a breve la commissione e il presidente Ceriscioli. Vogliamo interfacciarci con lui e anche con i colleghi, con i medici, gli operatori, i sindacati. Benvenga Ceriscioli per cercare di trovare insieme il percorso virtuoso da portare avanti”.

E il sindaco di Castel di Lama, Bochicchio, nel suo intervento sottolinea come “dallo studio illustrato emerge anche, per quanto riguarda il gradimento del sistema sanitario delle Marche, che solo il 36% dei cittadini sono soddisfatti. Quindi la maggioranza è insoddisfatta. Inoltre, come si può pensare di fare un Piano sanitario di soli 3 anni? Per sviluppare un sistema e delle strutture, dovrebbe avere un orizzonte di almeno 10 anni… Invece, magari lo approveremo nel 2019, visto che il 2018 è ormai finito, e nel 2020 sarà ora di rifarne uno nuovo… E dico questo non perché voglio dire no a priori, come dicono i miei colleghi che mi criticano, prevalentemente del Pd, ma che oggi sono tutti assenti…”.

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