Nell’area ex Carbon potrebbe anche insediarsi una delle nuove scuole finanziate coi fondi del sisma

Mentre i riflettori sono puntati sul primo importante passaggio, ovvero la bonifica, per lo scenario della riconversione dell’area ex Carbon,  pur ripartendo dal progetto iniziale con verde pubblico, spazi sportivi, Polo scientifico tecnologico e case,  c’è anche l’ipotesi possibile dell’insediamento di una nuova scuola al servizio di tutta l’area circostante a quello che, sotto il nome di Ascoli 21, sarà un nuovo quartiere cittadino a tutti gli effetti. La chance di poter inserire proprio nell’area da riqualificare una nuova sede scolastica potrebbe essere quella di cogliere al balzo l’opportunità di realizzare  in quella zona uno dei nuovi istituti scolastici comprensivi per i quali sono stati stanziati sostanziosi finanziamenti per l’emergenza post-terremoto: l’istituto che, secondo le previsioni dell’Arengo indicate anche alla Regione, dovrebbe accogliere la scuola Cagnucci, la scuola di San Marcello (A e B) inclusa la Montessori, l’asilo Montessori delle Tofare e la scuola elementare del quartiere Luciani. E per il quale è stato inserito un finanziamento di 4.702.000 euro.

 

Quella dell’istituto comprensivo della zona San Marcello, sarebbe una delle quattro nuove sedi scolastiche da realizzare in città oltre al nuovo “Trebbiani” (per la quale si è già attivata la Provincia) e altre due sedi: quella che in futuro dovrebbe ospitare la Ceci di via San Serafino, la Collodi di via Rossini, la Rodari e l’asilo Lo scarabocchio (con finanziamento di  5.943.000 euro) e quella che costerà 5.796.000 euro e dovrà contenere la Cantalamessa di via Sauro, le scuole di Venagrande, San Gaetano, Falcone e Borsellino di Villa S.Antonio e la Latini di Mozzano. Un’ipotesi, quella dell’insediamento di una scuola nella riconvertita area ex Carbon, che – qualora si concretizzasse –  andrebbe a ridurre le volumetrie destinate all’edilizia residenziale. Considerando che gli stessi vertici di Restart hanno sempre parlato di progetto “in progress” considerando che la conclusione di tutti i lavori a completamento di riconversione potrebbero protrarsi per circa 10 anni (bonifica inclusa).

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