Ospedale unico, Castelli: “Contattato dai primari, aprirò un confronto”. Ecco i reparti previsti a Spinetoli

Adesso, a fronte dell’annunciato declassamento dell’ospedale Mazzoni a presidio-poliambulatorio a vantaggio del nuovo ospedale unico previsto a Spinetoli, il sindaco Castelli annuncia ora di voler aprire un confronto con tutti i primari per capire la loro posizione e la loro visione della vicenda.

Proprio per capire da chi sta sul campo quali potranno essere gli effetti di questo eventuale nuovo ospedale unico in vallata sull’organizzazione e, quindi, sui servizi, il sindaco Castelli annuncia ora la convocazione a stretto giro di tutti i primari del “Mazzoni” per un confronto.

«Ho ricevuto le telefonate di diversi primari – sottolinea Castelli – per manifestare la loro perplessità riguardo la soluzione dell’ospedale unico a Spinetoli. Per questo motivo ho deciso, non a livello politico, ma nel mio ruolo istituzionale, di incontrare tutti i primari per confrontarmi con loro senza condizionamenti e capire come vedono questa scelta della Regione. Voglio sentire anche la voce degli addetti ai lavori per capire quali potrebbero essere le più pesanti ripercussioni per i pazienti». Quel che appare evidente, indipendentemente dalle prese di posizione di una parte e dall’altra a livello politico, è che con il polo ospedaliero unico ospiterà tutti i reparti attualmente al Mazzoni e al Madonna del soccorso di San Benedetto, con il primo e più banale effetto per i cittadini di Ascoli e San Benedetto (ovvero un bacino potenziale di circa 100 mila abitanti) di dover percorrere quotidianamente una media di circa 30 chilometri, tra andata e ritorno, in caso di ricovero di un familiare o parente a Spinetoli.

Sul trasferimento totale di tutti gli attuali reparti del “Mazzoni” al nuovo ospedale unico di Spinetoli, parlano chiaro le schede dell’Asur consegnate ai sindaci del territorio piceno, laddove si indica un bacino di utenza tra i 150.000 e i 300.000 abitanti, con un Dipartimento di emergenza di primo livello per il quale si prevedono 45.000 accessi all’anno. Per quel che riguarda le specialità, si tratterà di fatto di un trasferimento degli attuali reparti del “Mazzoni”, con medicina e chirurgia d’urgenza, medicina interna, chirurgia generale, anestesia e rianimazione, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, pediatria, cardiologia con Utic, neurologia con Stroke Unit di primo livello, psichiatria, oncologia, oculistica, otorinolaringoiatria e urologia. Verranno inoltre inseriti anche i servizi 24 ore su 24 di radiologia, laboratorio analisi e servizio immunotrasfusionale. Si trasferiranno anche geriatria, ematologia, pneumologia e post-acuzie con posti letto da individuare nell’ambito della dotazione complessiva. Si ipotizzano poi, sempre nell’eventuale ospedale unico discipline ambulatoriali come malattie endocrine, gastroenterlogia, neuropsichiatria infantile, dermatologia, emodinamica, chirurgia vascolare, malattie infettive e tropicali (tutte con eventuale possibilità di ricovero in area indistinta, ovvero sulla base di posti letto disponibili nei vari reparti. Tra i servizi, invece, sono previsti anatomia e istologia patologica, medicina nucleare, radioterapia, dietetica e nutrizione, emodialisi, terapia del dolore, farmacia ospedaliera e fisica sanitaria.

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