Miglioramento sismico alla Luciani, emergono altri problemi. Ulteriori lavori per circa 220 mila euro

Servono lavori integrativi per le criticità presenti nell’ala est della scuola media Luciani. E’ quanto emerge dalla relazione tecnica con la quale si conferma la necessità di tutta una serie di interventi aggiuntivi per un costo suppletivo, rispetto alla cifra di aggiudicazione (542.682,13 euro previsti dopo il ribasso d’asta) di 222.596,63 euro in più. Tutto ciò in attesa che si proceda col secondo stralcio, sul lato ovest della scuola, per poi riconsegnare un edificio a posto, dal punto di vista del miglioramento sismico, per l’anno scolastico 2019-2020. Ma quello che emerge, aldilà delle cifre (che saranno coperte con il finanziamento ottenuto per 1 milione di euro), è che la situazione nella sede della media Luciani è risultata sicuramente più preoccupante – stando alla relazione dei tecnici – rispetto a quanto potesse apparire inizialmente. Proprio dalla relazione tecnica dello scorso mese di maggio, a supporto della richiesta di variante dei prezzi e, quindi, dei costi per il miglioramento sismico della Luciani, si evince una serie di imprevisti che evidenziano una maggiore criticità di alcune parti della sede scolastica. Si sottolinea, infatti, che «le strutture, in particolare quelle dell’ultimo piano, una volta riportate a nudo dalle tramezzature e dall’intonaco hanno mostrato notevoli zone ammalorate che hanno comportato una maggiore quantità di superfici strutturali da riprofilare con malta tixotropica a ritiro controllato». E si specifica che “considerando lo stato di alcune parti strutturali ammalorate rese visibili solo a intonaco spicconato e tramezzi demoliti, è necessario rinforzare anche quelle parti che dall’analisi di progetto non necessitavano di alcun rinforzo”. Si è quindi proceduto, come conferma la relazione tecnica, ad una riverifica globale dell’edificio (verifica sismica statica non lineare) che ha portato ad una «ridefinizione complessiva degli elementi da rinforzare a parità di grado di rischio allo Slv». Dove Slv sta, come valore tecnico, per “stato limite di salvaguardia della vita”. E ancora, si aggiunge che «a seguito del ricalcolo è risultato indispensabile intervenire anche in gran parte dei pilastri tozzi al piano seminterrato inizialmente non preventivati. Tale operazione comporterà la demolizione e la ricostruzione della scaletta esterna e il ripristino del rivestimento in lastre di travertino».

Inoltre, nelle fasi di demolizione propedeutiche al consolidamento delle strutture «è stato necessario ricostruire l’intera superficie finestrata con elementi prefabbricati al posto dei vecchi architravi che non garantivano «adeguata efficienza e tenuta». Ma non è tutto. Perché, come viene spiegato dalla relazione, «è emerso nel corso dei lavori che alcune pareti di tamponamento perimetrali passano davanti alle travi calate del corridoio di distribuzione modificando lo schema tipico dell’antiribaltamento che necessita pertanto di fiocchi di fibra aggiuntivi nella parte interna alle aule…». E stessa problematica, secondo quanto riportato, si è verificata in corrispondenza della tamponatura perimetrale delle facciate. Vengono, poi, elencati diversi altri imprevisti che riguardano tra le altre cose anche aspetti dell’impianto elettrico, dell’impianto antincendio e dell’impianto termico (con necessità dia sostituzione di tutti gli infissi).  Altro riferimento importante, il fatto che «durante la rimozioni degli infissi, il travertino delle aperture finestrate ha subìto un cedimento e si sono evidenziate debolezze di ancoraggio che in caso di sisma potevano provocare crolli».

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