Autovelox a Monticelli, accordo Regione-Provincia: si divideranno i soldi delle multe

L’incubo è tornato. Ma stavolta saranno divise a metà, tra Regione e Provincia, le somme che si incasseranno grazie all’inaspettato ritorno degli autovelox lungo la Salaria all’altezza di Monticelli, così come sulla Picena in direzione Roccafluvione e Comunanza. Dopo uno stop obbligato alle multe dallo scorso dicembre (con lo spegnimento delle infernali macchinette di controllo della velocità) dovuto al passaggio di proprietà dei tratti stradali dalla Provincia alla Regione, ora gli apparecchi sono stati riattivati nel massimo silenzio. Una riattivazione che la Provincia ha richiesto proprio alla Regione (contrariamente alla Provincia di Fermo che non risulta aver richiesto il ripristino delle macchinette sulla provinciale 239) e che la stessa  ha concesso lo scorso 11 aprile. Tutto questo con la motivazione di dover garantire attraverso l’autovelox la sicurezza nei tratti stradali in questione, ma ricordando la necessità di rispettare in tal senso i parametri della direttiva Minniti, secondo cui occorre “un elevato livello di incidentalità (con dati relativi agli ultimi 5 anni) e la documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico”.

Nel tratto della Salaria inferiore che conduce verso Monticelli, è dunque tornato l’autovelox. Così come altri autovelox sono rientrati in funzione sulla Picena verso Roccafluvione e Comunanza. E’ durato solo qualche mese, dunque, lo spegnimento delle macchinette per il controllo della velocità dopo che le strade in questione sono passate, come detto a fine novembre 2017, nelle mani della Regione, neo-proprietaria. Lo scorso 11 aprile, infatti, proprio la Regione ha accolto la richiesta inoltrata dalla Provincia di Ascoli sin da subito, ovvero il 6 dicembre 2018 e quindi qualche giorno dopo il passaggio di proprietà delle strade, per un “nulla osta alla prosecuzione dell’attività di rilevazione delle infrazioni stradali sui tratti stradali della Salaria inferiore (strada provinciale 235) e sulla Picena (strada provinciale 237”. La risposta della Regione, attraverso i propri uffici, è stata inviata alla Provincia lo scorso 11 aprile attraverso una lettera con la quale si concede che “l’ente provinciale, “per il tramite del proprio corpo di polizia locale, possa proseguire nell’attività di rilevazione automatica, accertamento delle infrazioni e relativi servizi complementari, a salvaguardia della sicurezza stradale”.

 

“Poiché le strade in questione, – conclude la Regione – sono divenute di proprietà regionale, gli eventuali proventi, al netto delle spese sostenute per il relativo procedimento, sono attribuiti in misura pari al 50% a questa amministrazione, quale ente proprietario”. E si conclude così: “Nel ricordare che l’utilizzo dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità deve essere effettuato nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia, comprese quelle di recente emanazione (Direttiva Minniti), si chiede di produrre una reportistica periodica, almeno semestrale, sull’attività svolta, costi sostenuti e proventi introitati”. E la direttiva Minniti prevede – come detto – che si possano installare autovelox sì, ma solo tenendo conto dei dati di sinistrosità (numero e tipologia degli incidenti) degli ultimi 5 anni. Anche per evitare che le macchinette possano restare lì a vita…

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