Terremoto e furbetti, una commissione speciale per valutare i 100 casi sospetti

Adesso l’Arengo istituisce una commissione speciale per valutare approfonditamente il centinaio di casi sospetti emersi dopo le verifiche sui contributi di autonoma sistemazione post terremoto. Entra nel vivo, dunque, la caccia a chi ha approfittato del sisma per ottenere, pur non avendone diritto, i contributi mensili previsti per gli sfollati a causa di inagibilità dell’abitazione. Ed in diversi casi, qualcuno sotto il tetto abituale sarebbe rimasto tranquillamente, mentre in altri casi, non c’è mai stato neppure prima del terremoto.

Dopo il gran lavoro di controllo a tappeto messo a punto dagli uffici del settore Servizi sociali dell’Arengo in stretta collaborazione con il comando dei vigili urbani e la guardia di finanza, arriva la delibera di giunta con la quale si decide di costituire questa commissione speciale per valutare quanto emerso dalle verifiche effettuate sul fronte dei contributi di autonoma sistemazione ad Ascoli. Una commissione che avrà il compito di esaminare nel modo più efficiente ed esaustivo possibile ogni singola situazione dei fruitori del Cas. L’organo di verifica in questione sarà composto dal dirigente del settore Servizi sociali e politiche abitative (con il ruolo di coordinatore), dai referenti della procedura inerente il Cas (ovvero 2 componenti indicati dal dirigente stesso), da un rappresentante dell’Avvocatura comunale, dalla comandante della polizia municipale, da un responsabile degli accertamenti individuato sempre nell’ambito dei vigili urbani ed un rappresentante tecnico del settore Assetto del territorio.

 

Tutto parte dall’istituzione di questo famigerato Cas, ovvero il contributo di autonoma sistemazione post terremoto per chi ha avuto l’abitazione principale dichiarata inagibile e con ordinanza di evacuazione. Con l’assegnazione ai Comuni del compito di curare l’istruttoria e la gestione delle attività. Ad oggi – come si riporta anche nell’ultima delibera di giunta, l’Arengo attraverso un’apposita unità operativa, costituita all’interno del settore Servizi sociali, ha accolto quasi 1000 richieste di Cas formulate attraverso apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In pratica, un’autocertificazione. E dall’attività di controllo è emerso che il 10% circa dei beneficiari del contributo potrebbe non essere in possesso dei requisiti necessari per la fruizione del beneficio. L’Arengo ha, quindi, provveduto a comunicare ai soggetti interessati quanto rilevato, invitandoli anche a restituire cautelativamente le somme finora percepite, anche in forma rateizzata. A questo punto, la giunta ha quindi deciso e deliberato che la commissione speciale dovrà procedere alla valutazione delle eventuali controdeduzioni che potranno pervenire da parte dei soggetti interessati nel modo più efficiente ed esaustivo. Per poi trarre le doverose conclusioni.

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