Terremoto e contributi, si darà priorità alle prime case e alle attività sospese

Sarà data priorità ai contributi per la ricostruzione leggera post sisma destinati a chi risiedeva in un appartamento dichiarato inagibile, rispetto a seconde case e altre tipologie di immobili. In corsia preferenziale anche chi ha dovuto sospendere la propria attività per l’inagibilità della sede. Ma anche uno slittamento dei termini per sopralluoghi e domande di contributo fino al prossimo 31 ottobre e, ancora, la verifica diretta da parte dei Comuni riguardo eventuali abusi edilizi in fase di sistemazione e messa in sicurezza. Ulteriori novità che arrivano con l’ultima ordinanza del commissario straordinario per il terremoto, Paola De Micheli, appena entrata in vigore. Provvedimenti che vanno a definire alcuni aspetti che altrimenti rischierebbero di lasciare indietro, nella corsa al contributo, proprio chi invece deve rientrare quanto prima nella propria abitazione o chi, magari, esegue l’intervento in maniera regolare rispetto a chi ne approfitta e va oltre il consentito.

Si attiva, con il provvedimento commissariale, un vero e proprio canale preferenziale per tutti coloro che devono risistemare la propria unità abitativa inagibile dove poter tornare a risiedere quanto prima, dopo un lungo periodo trascorso in una casa provvisoria. In pratica, sulla base della documentazione che verrà consegnata, gli uffici preposti andranno a dare la priorità alle istanze relative alle unità immobiliari utilizzate prima del terremoto come abitazione principale o ad attività produttive in esercizio, e sulla base del costo ammissibile individuato determineranno anche il contributo concedibile. Entro i successivi dieci giorni, il vice Commissario delegato emetterà il provvedimento di concessione del contributo o il rigetto dell’istanza, informandone il richiedente, l’istituto di credito prescelto e il Comune. In caso della necessità di un’integrazione della domanda, il termine previsto viene sospeso per il periodo compreso tra la richiesta di integrazioni ed il deposito delle stesse, per un massimo di 30 giorni. Si procederà, poi, in subordine con l’istruttoria delle domande in attesa relative a seconde case, locali non utilizzati e altre tipologie. Verranno, inoltre, concessi contributi, anche a locali accessori ad uso non abitativo, come stalle e magazzini.

 

Il provvedimento del commissario De Micheli contiene anche l’annunciata proroga fino al 31 ottobre dei termini per la presentazione delle richieste di contributo per gli edifici danneggiati. Termini che erano scaduti a fine anno e che la legge di bilancio aveva previsto come agosto 2018 con possibilità di ulteriore proroga fino ad ottobre, demandando però l’applicazione proprio al commissario. E ovviamente saranno ritenute valide, considerandole acquisite nonostante il vuoto normativo, tutte le pratiche presentate agli Uffici per la ricostruzione dal 31 dicembre scorso ad oggi. Una proroga quanto mai necessaria per Ascoli alla luce dei sopralluoghi ancora da effettuare in circa 200 aggregati, ovvero più o meno 400 edifici.

 

Sarà compito del Comune verificare se nell’esecuzione dei lavori di sistemazione degli edifici inagibili qualcuno approfitti della situazione e realizzi opere abusive. L’Ufficio per la ricostruzione, una volta ricevuta la richiesta, trasmetterà la pratica al Comune, che dovrà accertare il titolo abitativo o la presenza, per l’appunto, di eventuali abusi. Se sanabili, sarà lo stesso Comune a sollecitare la sanatoria, senza la quale la domanda di contributo alla ricostruzione viene ritenuta “improcedibile”. Il Comune avrà 60 giorni di tempo per svolgere l’istruttoria sulla conformità urbanistica.

 

 

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