Terremoto e agevolazioni, riaperta la possibilità di esenzioni per le attività

Con il 2018 arriva anche la riapertura dei termini per la zona franca urbana, con la possibilità di beneficiare delle esenzioni fiscali anche da parte delle numerose imprese che hanno riscontrato gli effetti del sisma in maniera tangibile, dal punto di vista degli incassi, anche fino a febbraio 2017. Sebbene, proprio nel capoluogo, molte inagibilità siano emerse anche nei mesi successivi. Lo stop è definitivo, invece, per quel che riguarda le esenzioni per le nuove imprese (rientrano solo quelle nate entro lo scorso 31 dicembre): da adesso in poi non ci saranno più soldi per le nuove aperture, ma tutto sarà canalizzato sulle imprese preesistenti. Un ulteriore passo avanti, dunque, è stato fatto con alcune misure correttive arrivate proprio con la manovra di bilancio dello Stato.

La legge di bilancio 2018 appena approvata, contiene infatti una modifica alla disciplina per la concessione delle agevolazioni fiscali (fino a 200 mila euro) alle imprese che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno dei comuni colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016, che di fatto riapre la possibilità di presentare le domande da parte delle imprese che hanno registrato un calo del fatturato del 25%, rispetto all’anno precedente, anche nel periodo dal primo novembre 2016 fino al 28 febbraio 2017. Un ampliamento del periodo che finora era limitato al periodo dal primo settembre al 31 dicembre 2016. E questo consentirà a molte imprese che solo successivamente hanno avuto problemi e contraccolpi economici, con abbassamento dei fatturati, anche a seguito di dichiarazioni di inagibilità arrivate più tardi. Considerando, comunque, che ci saranno anche attività che hanno avuto anche danni e inagibilità nei mesi successivi a febbraio 2017 ma che, al momento, resteranno fuori.  Per le imprese individuali e familiari che hanno subìto un calo del fatturato pari almeno al 25% tra settembre e dicembre 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’agevolazione della zona franca si estenderà anche ai contributi Inps dei titolari. Queste modifiche comportano, dunque, la riapertura dei termini di presentazione delle istanze, con circa 250 milioni di euro, rispetto ai circa 500 milioni stanziati, ancora da poter utilizzare a copertura delle agevolazioni. Stop definitivo, invece, al sostegno alle nuove imprese e anche alle società nuove create appositamente per usufruire delle esenzioni.

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