In centro storico il 40% degli edifici inagibili. Nuovi controlli dall’alto

Ancora monitoraggi dall’alto del centro storico ascolano per controllare la situazione degli edifici dopo il terremoto. L’Arengo decide di continuare fino a settembre, attraverso una ditta specializzata, le riprese dall’alto dei palazzi del cuore cittadino, attraverso un drone, per capire quale sia il reale stato degli immobili presenti.  Una proroga necessaria per completare il monitoraggio con telecamere aeree iniziato nel gennaio scorso nella zona sicuramente più colpita dal terremoto. La fase di monitoraggio che l’Amministrazione comunale ha avviato all’inizio dell’anno, attraverso la ditta Tecno Art, per tenere sotto controllo tutto il patrimonio abitativo del centro storico mediante l’utilizzo di un drone, continuerà fino a settembre con le riprese dei palazzi dall’alto anche per garantirà una visione alternativa rispetto a quella che si può avere dal basso, attraverso i sopralluoghi tecnici. La ditta incaricata, quindi, continuerà a muoversi, secondo uno specifico cronoprogramma, in tutte le principali vie del centro ancora non monitorate per andare ad esaminare zona per zona. In definitiva, alla fine si dovrebbe avere un censimento completo per capire quale sia lo stato conservativo del patrimonio immobiliare ascolano dopo le forti scosse di terremoto. Il tutto, come detto, in un quadro già complesso.  E proprio il fatto di dover proseguire a monitorare anche dall’alto la zona nevralgica della città per tutta l’estate, fino a settembre, lascia capire quanto sia restrittivo e inspiegabile il termine del prossimo 31 luglio che, in caso di mancanza di una proroga, decreterà la fine delle possibili domande di contributi.Per l’esecuzione del controllo degli immobili col drone, che alla fine durerà complessivamente circa 9 mesi, si dovrà tornare ad intervenire con provvedimenti relativi anche al traffico e alla sosta nelle varie zone che saranno, una dopo l’altra, interessate dal monitoraggio aereo. Si procederà, quindi,  andando ad istituire di volta in volta il divieto di sosta con rimozione forzata (con orario 7,30 – 24 salvo termine anticipato delle operazioni) nelle varie aree sottoposte a controllo. Sarà, inoltre, interdetta temporaneamente la circolazione veicolare nelle vie interessate dalle riprese aeree,  limitatamente al tempo dell’esecuzione dei rilievi.  Sicuramente, il centro si conferma la zona della città che fa registrare il maggior numero di dichiarazioni di inagibilità e di evacuazioni, considerando anche gli esiti dei più recenti sopralluoghi per i quali si attende l’ufficialità delle schede Aedes, considerando che ora anche alcune attività commerciali sembrano costrette a trasferirsi causa del rischio inagibilità. Nel frattempo, ordinanze ed evacuazioni relative al cuore della città non si fermano. E andando a scorrere anche le ultime ordinanze, si può tranquillamente dire che non c’è più zona nel cuore della città che non abbia fatto registrare almeno una dichiarazione di inagibilità di un immobile. Se poi si fa un riferimento alla percentuale degli edifici inagibili in centro rispetto al totale delle ordinanze e delle schede tecniche, emerge che proprio i palazzi dichiarati inagibili in centro storico rappresenterebbero circa il 40 per cento di quelle totali. Un dato eloquente.

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  • Nei decenni successivi, alcuni interventi edilizi hanno portato alla demolizione di diverse parti del centro storico, mentre sulle macerie dei palazzi bombardati sono sorti nuovi edifici che si evidenziano, oltre che per lo stile moderno, anche per la maggiore altezza rispetto alle costruzioni circostanti.

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